Adozione - www.ilvolodellagabbianella.org

Vai ai contenuti

Menu principale:

Adozione

L'ASSOCIAZIONE

L'art.1 della legge n.149 della legge del 28 marzo 2001, Diritto del minore ad una famiglia, sancisce che il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia. Le condizioni di indigenza dei genitori o del genitore esercente la potestà genitoriale, non possono ostacolare l’esercizio del diritto del minore alla propria famiglia. A tal fine a favore della famiglia sono disposti interventi di sostegno e di aiuto da parte degli enti locali.

In casi estremi, però, viene disposta l’adozione, la quale è  diretta ad evitare il dramma dell'abbandono e a ricreare un ambiente familiare sereno per il minore nel cui interesse si agisce.

Per procedere all’adozione di un minore occorrono due tipi di provvedimenti:

  •  la dichiarazione dello stato di abbandono di un minore;


  •  la dichiarazione di idoneità dei coniugi ad adottare.


Competente ad emettere entrambi questi provvedimenti é il Tribunale per i minorenni, nel cui distretto si trova il bimbo abbandonato.

L'adozione vera e propria é preceduta dall'affidamento preadottivo e, una volta pronunciata, elimina ogni vincolo di parentela fra il minore e i suoi familiari naturali, conferendo al bambino lo stato di figlio legittimo degli adottanti.

Con la legge 28 marzo 2001 n. 149, pubblicata sulla G.U. del 26 aprile 2001 n. 96 ed entrata in vigore il giorno successivo, sono state introdotte importanti novità. Esse riguardano principalmente due punti: in primis, la possibilità per chi viene adottato di conoscere le proprie origini biologiche e l'affidamento dei bambini che, in futuro, saranno dati solo a famiglie o a comunità di tipo familiare e non più agli istituti (questi ultimi, a partire dal 31 dicembre 2006, dovranno essere chiusi). Con la nuova legge, inoltre, si offre un riconoscimento alla convivenza more uxorio: pur potendo adottare un bambino sempre e solo le coppie sposate, tra gli elementi di stabilità della coppia ora é possibile considerare anche gli anni di convivenza.


Le altre novità rispetto al sistema previdente si possono così riassumere: é stata aumentata da 40 a 45 anni la differenza massima di età tra genitore e figlio adottivo; i minori se capaci di discernimento devono essere sempre ascoltati; e il dovere per i Tribunali di informare gli aspiranti genitori adottivi sullo stato del procedimento.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu