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Casa Chiara - Progetti per l'Autonomia

CASE FAMIGLIA



Il bruco e la farfalla

A più di un anno di distanza dall’apertura di “Casa Chiara”, appartamento protetto adibito a percorsi di autonomia di ragazze adolescenti, questo mi sembra un buon periodo per fare dei bilanci, trarre qualche conclusione sul percorso intrapreso fin’ora e (perché no??) formulare qualche autocritica. Perché in ogni esperienza autentica degna di nota ci sono momenti di benessere e momenti bui, litigi, scannamenti, pianti, riappacificazioni, risate, sconforti, ironia, prese in giro, confronti più o meno costruttivi, ma quel che contano sono gli obiettivi che ogni giorno con le ragazze perseguiamo e portiamo avanti e che diventano sempre più grandi e impegnativi con la loro crescita.
E forse è proprio questo che vuol dire portare all’autonomia una persona: renderla libera, capace di camminare con le proprie gambe e fare in modo che mai debba essere costretta a dipendere da qualcuno. Si comincia con l’arredare una casa, metterci dentro quello che più ti piace per personalizzarla, dipingere le pareti, fare la lista della spesa, la divisione dei compiti, il rispetto degli spazi altrui, la pulizia degli spazi comuni, l’educarsi al non spreco e al risparmio, per poi darsi delle mete sempre più grandi: la ricerca del lavoro, buoni risultati scolastici, la patente, la ricerca di sé, la gestione della propria vita e dei propri affetti, insomma tutti quegli aspetti che rendono completo l’essere umano.
È molto importante che le ragazze siano inserite nel mondo, si sentano parte integrante di esso e che il loro passato e la loro storia personale non minaccino il loro futuro, per non dover essere sempre etichettate e giudicate come quelle “meno fortunate” o emarginate ma semplicemente “diverse” e speciali, nell’accezione più bella del termine. Tutto quello che hanno devono esserselo saputo guadagnare con le proprie mani e con la propria fatica, e solo questo potrà un giorno farle sentire veramente appagate, come in una sorta di riscatto sociale.
Non sempre è piacevole e facile per loro stare qui, nonostante tutti gli sforzi per una vita “normale”, perché arriva sempre il momento in cui ci sente “in trappola” o “in gabbia” e allora si cerca lo scontro, la provocazione, la ribellione, ma trovo che questi siano gli aspetti più giusti e sani di una normale vita “familiare”: una famiglia grande, stupenda, in espansione, composta da noi e da tutte le persone che giorno dopo giorno fanno “vivere” questa casa, senza farla sentire un istituto o una prigione, che ci accompagnano, ci consigliano, gustano le nostre pietanze culinarie, sentono le nostre gioie e fatiche, ma soprattutto ci vogliono bene. A tutti loro un GRAZIE speciale. E l’augurio particolare che questi piccoli bruchi che hanno già cominciato la loro trasformazione possano presto diventare bellissime farfalle colorate e volare libere.

                                                                                                                          C.R.


RIFERIMENTI NORMATIVI

Tipologie e requisiti delle strutture residenziali, semi residenziali e reti familiari per minori e specificazione per i presidi di ospitalità collettiva.


IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
Visto l’articolo 121 della Costituzione; Visto l’articolo 50, commi 1 e 3 dello Statuto;
Visto il parere favorevole espresso dalla competente Commissione consiliare nella seduta del 14.11.2005;
Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 1413 del 18.11.2005
EMANA
il seguente regolamento regionale:

SERVIZI RESIDENZIALI

CAPO I
PROGETTI PER L’AUTONOMIA

Articolo 16
(Definizione)

1. Si definiscono “progetti per l’autonomia” i servizi a bassa intensità assistenziale che sono funzionali al processo di tutela nel momento di dimissione dell’adolescente/giovane dai percorsi assistenziali precedenti. I progetti per l’autonomia aiutano lo sviluppo della capacità dell’adolescente/giovane di auto-gestirsi, insistono sulla creazione di reti territoriali che possano essere di aiuto nella fase di reale e definitivo affrancamento dall’esperienza assistenziale precedente.
2. Tutte le strutture e i servizi a ciclo residenziale definite nel presente regolamento possono attivare progetti per l’autonomia, tranne le case famiglia su base non professionale.
3. I “progetti per l’autonomia” devono predisporre ed aggiornare periodicamente un documento che esplicita le azioni educative in grado di accogliere e di avviare alla vita autonoma con particolare riferimento ad agenzie del lavoro, alle agenzie del tempo libero, alle reti di famiglie per l’appoggio nella forma del vicinato solidale ecc.
4. Per ciascun giovane è predisposto un progetto personalizzato sviluppato attraverso un lavoro concertato tra il servizio inviante l’adolescente/giovane e l’organismo gestore.
5. I “progetti per l’autonomia” non necessitano di autorizzazione, in quanto si svolgono in strutture già autorizzate o attraverso affidi.



 
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