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La Gabbianella

CASE FAMIGLIA

Come tante altre realtà anche “La Gabbianella” ha una sua storia, non nasce così improvvisamente dal nulla, ma è la naturale ed inevitabile conseguenza di un percorso lungo e complesso compiuto da due persone, percorso le cui radici e le cui motivazioni affondano fin nei tempi lontani della loro infanzia. Queste due persone, incontratesi nel grande ed intricato gioco della vita, diventano marito e moglie e dall’unione delle loro storie, dei loro vissuti e delle loro sensibilità nasce una famiglia vitale, gioiosa ed aperta, piena di stimoli e desideri da realizzare: il desiderio di una grande casa e una grande famiglia, il desiderio di essere aperti ed accoglienti, il desiderio di essere utili e solidali non solo verso se stessi ma anche verso il mondo che li circonda.
I due allora non immaginavano minimamente in quale faticoso, complicato, tortuoso ma straordinario sentiero, quei loro desideri li avrebbero condotti. Un’intensissima attività di animazione e vicinanza con il mondo dei ragazzi e dei giovani, una straordinaria esperienza di amicizia con alcuni malati terminali di AIDS, un’indimenticabile esperienza in una missione in Africa, un’inaspettata proposta di fermarsi in quel luogo per dirigere un orfanotrofio, la grande voglia di dire sì e la dolorosa presa di coscienza dell’impossibilità di accettare, l’amaro ritorno in patria e la successiva decisione di adottare comunque un bambino.
L’incontro con i servizi sociali e la scoperta di una sconosciuta forma di “servizio”, la proposta dell’affido familiare. E’ il 1996: Graziella e Ciro accolgono la loro prima bambina, Luna, di sette anni. Un’accoglienza che li proietterà all’interno di un mondo fino a quel momento sconosciuto,  un mondo che poco alla volta li coinvolgerà a tal punto da diventare il loro mondo, quello dell’abbandono minorile.
Anno 2000: alla loro prima accoglienza si aggiunge un altro bambino di otto mesi, Matteo. Anno 2001: inizia un’intensa collaborazione ed amicizia con l’istituto “Santo Natale” di Ceriale (struttura di accoglienza per minori in stato di abbandono) dal quale successivamente accoglieranno un'altra ragazza di anni 13. Anno 2003: ad Andora (SV) danno vita alla loro prima esperienza di casa famiglia, allargata anche ad alcuni adulti, nella quale accoglieranno altri quattro bambini. Un’esperienza difficile e travagliata che durerà solo due anni. Le problematiche di convivenza, soprattutto con gli altri adulti, l’inesperienza nel gestire alcuni casi difficili loro affidati, alcune sottovalutazioni, la mancanza di punti di riferimento adeguati, la fatica e i problemi economici: tutto ciò li costringe a chiudere la struttura e a rinunciare al progetto. I due, insieme ai primi tre bambini accolti, ritornano a vivere a Laigueglia in un alloggio in affitto. L’anno successivo partecipano attivamente alla fondazione del coordinamento delle case famiglia per minori della Liguria, il “Co.Fa.Mi.Li.”.
Il 2006 è l’anno della riscossa. Curate le ferite e presa coscienza del bagaglio di esperienze comunque acquisito nell’avventura precedente, ritrovano motivazione e coraggio ed insieme a sei fedelissimi giovani amici (“ex ragazzi” che essi stessi seguivano nei gruppi parrocchiali anni prima) fondano l’associazione di volontariato “Il Volo della Gabbianella ONLUS” e come primo atto istituzionale aprono  la casa famiglia “La Gabbianella”. Nel 2008 si trasferiscono a Ortovero in una nuova e più ampia struttura messa a loro disposizione dall’associazione stessa.
Ora siamo ormai nel 2012. In questi quindici e intensissimi anni Graziella e Ciro hanno accolto oltre venti minori, due dei quali sono diventati loro figli a tutti gli effetti; per molti bambini e ragazzi sono stati e sono tutt’ora genitori alternativi per altri sono zii, per tutti e in ogni occasione sono voluti essere famiglia.
La casa famiglia “La Gabbianella” continua a vivere e ad accogliere, ad essere famiglia per chi tutt’ora vive lì ma anche per chi nel frattempo ha spiccato il volo per altri cieli, sapendo che comunque vada esiste sempre uno scoglio sicuro su cui tornare a riprendere fiato nei momenti di difficoltà o anche solo per scambiare due chiacchiere, raccontarsi ancora una volta come va e riscoprirsi sempre amici.


 
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